Me, Chomsky e Foucault.

Il sottoscritto ammette anzitutto di non saper scrivere recensioni, tenterà quindi di scrivere qualcosa che vi si avvicini il più possibile.

Nel 1971 si svolge un dibattito tra due dei più grandi intellettuali del XX secolo: Michel Foucault e Noam Chomsky. Mi sarebbe piaciuto essere presente, se ho resistito alla visione dell’Hobbit 2 senza tentare il suicidio son sicuro che in quell’occasione mi sarei potuto persino divertire. Tale Fons Elders, un filosofo olandese con i capelloni che sembra un partecipante a Woodstock, conduce il dibattito. L’argomento è assolutamente leggero: esiste nella natura umana un senso innato di giustizia, indifferente ad esperienze personali e a sollecitazioni esterne?

Foucault-Chomsky-debate

Il video è facilmente reperibile su youtube. Io l’ho letto nella bella edizione pubblicata da Castelvecchi, dal titolo “La Natura Umana. Giustizia contro potere.”

Quel che mi piace è che Chomsky parla in inglese, Foucault in francese. Nonostante ciò riescono a capirsi. Almeno così sembra.

“Se non vi dispiace risponderò in francese, perché il mio inglese è talmente povero che me ne vergognerei” è diventata la mia nuova scusa ogni qualvolta mi troverò a disagio a parlare inglese.

Della prima parte del dibattito gli unici a capirne qualcosa son stati Chomsky e Foucault, ma non ne sono così sicuro. Elders no di certo. Al massimo faceva finta. Nel pubblico forse uno o due secchioncelli in prima fila che capivano il francese c’hanno acchiappato qualcosa. Chi seguiva il dibattito in televisione era già probabilmente svenuto sul divano quando ha visto la capigliatura di Elders.

Credo di aver intuito che secondo Chomsky l’uomo possiede un non so cosa di innato per sua stessa natura, mentre per Foucault tutto dipende dai condizionamenti esterni e dalla società in cui si nasce. Ad un punto parlano di creatività, ma proprio non c’ho capito niente, e di qualcosa riguardante le scienze cognitive.

Tutto cambia quando iniziano a parlar di politica.

Come ho già detto, non son bravo a fare recensioni, voglio quindi proporvi un un passo di Foucault, uno soltanto e finirla qui.

“La sua domanda è:perché mi interesso tanto alla politica? Per rispondere nel modo più semplice, le ribatto: perché mai non dovrei essere interessato alla politica? Quale cecità, quale sordità, quale sprofondamento nell’ideologia avrebbero il potere di impedire di interessarmi al soggetto senza dubbio più cruciale della nostra esistenza, e cioè la società in cui viviamo, le relazioni economiche ttraverso le quali funziona, e il sistema che definisce le forme a noi familiari, i permessi e le proibizioni che regolano costantemente il nostro comportamento? L’essenza della nostra vita è in ultimo luogo determinata dal funzionamento politico della società in cui ci ritroviamo. Per questo non saprei rispondere alla domanda sul perché m’interessi; non posso fare a meno di rispondere domandandovi perché mai non dovrebbe interessarmi”.

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